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L’emergenza Coronavirus ha avuto delle ripercussioni importanti in termini di certificazioni aziendali.

I forti rallentamenti nelle attività di accreditamento hanno portato a rivedere alcuni dei principali termini in tema di certificazione. Sono state apportate alcune modifiche anche riguardo alle tempistiche per certificare la propria impresa.

Le novità arrivano proprio dalla più recente assemblea del IAF.

Ecco i requisiti per passare dalla OHSAS 18001:2007 alla nuova ISO 45001

La norma ISO 45001:2018 relativa alla Salute e alla Sicurezza sul Lavoro è entrata in vigore nel marzo del 2018, stabilendo un termine specifico per l’implementazione del sistema di gestione interno alle aziende pubbliche e private.

La norma ISO in questione viene a sostituire la precedente norma in materia di sicurezza sul lavoro, ovvero la OHSAS 18001:2007.

l nuovo modello della norma ISO 45001:2018 supporta l’impresa nel perseguire una buona prestazione in termini di performance di sicurezza, attraverso una progressiva implementazione dei livelli di sicurezza.

Tuttavia, per ottenere una certificazione di questo tipo è necessario raggiungere diversi livelli di conformità che riguardano:

  • I requisiti di legge (D.Lgs. 81/2008 e ss.mm.ii.): è richiesta la predisposizione di un documento formale con la valutazione dei rischi interni. L’adozione di un sistema di gestione certificato consente di strutturare un sistema con misure efficaci nel ridurre i rischi e i pericoli della salute e sicurezza dei lavoratori.
  • Le informazioni documentate: procedure gestionali sulla sicurezza o documenti prescrittivi quali ad esempio le misure del DVR, POS, PIMUS, ecc. con riferimento anche all’informazione e alla formazione dei lavoratori.
  • Le applicazioni: è necessario quindi che vi sia una corretta adozione delle misure individuate per ridurre i rischi e pericoli sulla sicurezza e salute dei lavoratori.

L’International Accreditation Forum (IAF) stabilisce che le organizzazioni hanno tempo fino a 3 anni dalla data di pubblicazione della norma per migrare al nuovo sistema di standard di sicurezza imposti dalla ISO 45001. Pertanto le organizzazioni interessate a passare a questa certificazione hanno tempo per farlo fino al 2021.

In adeguamento alle misure per l’emergenza sanitaria il termine ultimo per la migrazione alla nuova ISO, che era stata prefissata per il 31 marzo 2021, è stato posticipato dallo IAF al 30 settembre 2021. Dopo questa data saranno da considerarsi invalidi i diversi certificati esistenti come l’OHSAS 18001:2007.

Questo rinvio vuole infatti garantire alle imprese un adeguamento temporale per il completamento dell’iter di certificazione.

 

Il segreto per velocizzare ogni iter di certificazione? Scegli attentamente il tuo ente certificatore e non solo

Per intraprendere un rapido percorso di certificazione risulta necessario organizzare per tempo il materiale che dovrà essere consegnato all’ente certificatore scelto. A questo aspetto va affiancata una buona pianificazione delle attività da implementare internamente in termini di sicurezza.

La norma stabilisce infatti che gli obiettivi devono essere accuratamente documentati e che le organizzazioni devono elaborare un piano scritto per raggiungere i loro obiettivi.

Il piano deve includere:

  • l’identificazione delle persone responsabili;
  • una tempistica certa per l’implementazione;
  • degli indicatori chiave di prestazione per misurare e monitorare ogni attività.

L’obiettivo finale è quello di agevolare il processo di certificazione evitando che si verifichino delle dilatazioni temporali a causa di rallentamenti di tipo burocratico.

 

Percorso di certificazione no stop grazie all’auditing da remoto

L’emergenza COVID-19 ha portato a un forte rallentamento nell’operatività di diverse imprese. Le attività di smart working infatti non sembrano sempre favorire alcune delle prestazioni tipiche di una certificazione.

Le aziende che decidono di certificarsi hanno quasi sempre bisogno di implementare diversi sistemi e processi interni per essere conformi alle normative ISO.

L’ente di certificazione delega ai propri auditor il ruolo di verificare e monitorare che tutti i processi siano svolti nel rispetto delle disposizioni previste. Una volta che l’auditor ha verificato che l’azienda dispone di sistemi conformi si procede all’emissione del certificato.

Ma ecco che può entrare in gioco l’auditing da remoto. Ne abbiamo parlato in modo più approfondito in un post precedente.

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Giuseppe Floris
Lead Recruiter